Storie di ordinaria follia sui comportamenti degli utenti delle strade romane (e non solo)
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martedì 26 giugno 2012
Non solo a Roma a certa gentaglia piace parcheggiare fin dentro il negozio
Bravissimi i vigilantes che sono riusciti ad immobilizzarlo prima che potesse investire qualcuno.
mercoledì 22 febbraio 2012
A Roma guidano i veri matti...
Piove? L'asfalto è bagnato? Ma che ce frega! Si superano i limiti ugualmente. E poi si perde il controllo...
lunedì 30 gennaio 2012
Le infrazioni davanti Palazzo Chigi - terza puntata
Poteva mancare nel nostro racconto il più celebre degli scempi? Il varco non presidiato di quello che fu il primo itinerario protetto (strada verde, come la chiamava qualcuno) di Roma? Inutile dire che basterebbero un paio di telecamere a via del corso, e gli accessi abusivi si fermerebbero immediatamente.
Senza contare la scelta estetica che ha portato a pensare alla transenna come soluzione provvisoria d'arredo urbano. Da provvisoria è divenuta ormai perenne da non sappiamo quanti anni.
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Senza contare la scelta estetica che ha portato a pensare alla transenna come soluzione provvisoria d'arredo urbano. Da provvisoria è divenuta ormai perenne da non sappiamo quanti anni.
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sabato 21 gennaio 2012
Le infrazioni davanti Palazzo Chigi - seconda puntata
Dunque, riprendiamo il nostro viaggio delle infrazioni al CDS dinnanzi la presidenza del consiglio dei ministri. Siamo in via dei bergamaschi, angolo piazza Colonna. Come si evince dalla segnaletica, vige l'obbligo di svolta a sinistra con un paio di eccezioni (bus e veicoli diretti aree interne). Quanto è rispettato questo obbligo? Pochissimo. Non è raro vedere veicoli e motorini spuntare su via del corso da quella via. Veicoli che ovviamente non erano assolutamente diretti nelle aree interne, poiché non si sono fermati (dove si dovrebbero fermare poi visto che vige contemporaneamente il divieto di sosta? Ne deduciamo che è consentito solo il kiss&ride della fermata.
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giovedì 19 gennaio 2012
Le infrazioni davanti Palazzo Chigi - prima puntata
In questi giorni, tra tassisti in serrata e riforme varie tutti i telegiornali hanno dirette video da Palazzo Chigi. Ed è sconfortante vedere, oltre la sosta selvaggia, infrazioni comuni non represse dall'enorme quantità di vigili e forze dell'ordine.
Partiamo con via dei Sabini, strada a senso unico dove vige l'obbligo di svolta a destra (per favorire il TPL in una teorica pseudo corsia preferenziale). Un vero escamotage per transitare con il proprio veicolo o motorino in via del corso. Basterebbero un paio di telecamere nel mezzo di via del corso per arginare il fenomeno.
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Partiamo con via dei Sabini, strada a senso unico dove vige l'obbligo di svolta a destra (per favorire il TPL in una teorica pseudo corsia preferenziale). Un vero escamotage per transitare con il proprio veicolo o motorino in via del corso. Basterebbero un paio di telecamere nel mezzo di via del corso per arginare il fenomeno.
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domenica 15 gennaio 2012
Racconti quotidiani della vita da disabile a Roma
Ciao,
ti volevo segnalare questo video su yt, qui c'è una testimonanza di
tutta la maleducazione e il non rispetto dell'automobilista medio
romano.Anche se di fronte c'è un disabile.
Un saluto,
Riccardo
Riceviamo e pubblichiamo con rabbia testimonianze come queste. Lo sdegno è profondo, il baratro sempre più vicino. Ma esisterà mai un apice dal quale poter riemergere?
venerdì 6 maggio 2011
Solo da noi...
Quante volte vi sarà capitato di vedere auto parcheggiate a spina quando la segnaletica prescrive la sosta parallela al marciapiede? Spesso e volentieri le auto di questi incivili sostano in questo modo solo temporaneamente, ma non sempre purtroppo. Magari lasciando anche le 4 frecce.
Ieri abbiamo assistito ad una scena incresciosa: un'autoambulanza non riusciva a transitare, nonostante le auto circolanti si fossero spostate sulla destra. E indovinate un po' qual'era la causa? Proprio un paio di auto parcheggiate a "culo di fuori" che ristringevano la carreggiata della strada a senso unico. Noi non possiamo sapere se chi era dentro quell'ambulanza ha rischiato la vita, se ce l'abbia fatta o meno. Sappiamo solo che, alla luce delle recenti disposizioni giurisprudenziali, parcheggiare male può equivalere ad essere incriminati in concorso colposo in omicidio. Speriamo in una presa di coscienza degli operatori delle ambulanze, che scrivano nei loro rapporti quanto successo (con tanto di targa) e che solerti avvocati procedano di conseguenza.
Ieri abbiamo assistito ad una scena incresciosa: un'autoambulanza non riusciva a transitare, nonostante le auto circolanti si fossero spostate sulla destra. E indovinate un po' qual'era la causa? Proprio un paio di auto parcheggiate a "culo di fuori" che ristringevano la carreggiata della strada a senso unico. Noi non possiamo sapere se chi era dentro quell'ambulanza ha rischiato la vita, se ce l'abbia fatta o meno. Sappiamo solo che, alla luce delle recenti disposizioni giurisprudenziali, parcheggiare male può equivalere ad essere incriminati in concorso colposo in omicidio. Speriamo in una presa di coscienza degli operatori delle ambulanze, che scrivano nei loro rapporti quanto successo (con tanto di targa) e che solerti avvocati procedano di conseguenza.
domenica 27 febbraio 2011
Le frecce sono per gli indiani?
Ma in quanti, tra i romani, usano gli "indicatori di direzione" (le frecce) per indicare gli spostamenti, le uscite dai parcheggi, le svolte, i cambi di corsia, etc.?
Se rispetto tanti anni fa la cosa è leggermente migliorata per le svolte agli incroci, l'indifferenza è rimasta per gli altri usi. I cambi di corsia sono quasi mai segnalati (ed oggi la maggior parte dei veicoli ha una funzione che consente di fare giusto tre "lampeggi" alle freccie proprio per stimolarne l'uso facilitato). Non parliamo poi delle uscite dai parcheggi, specialmente quelli trasversali. Infatti, quando si parcheggia in genere si è costretti ad uscire in retromarcia. Anche lì, codice della strada e interpretazioni giudiziali alla mano, sarebbe d'obbligo azionare l'indicatore di direzione nel verso in cui la curvatura del veicolo farà uscire il retro del veicolo (è più facile a farsi che a dirsi). Sulle rotonde invece stendiamo proprio un velo pietoso. Non lo fa nessuno. In Italia l'abbiamo visto fare solo in Alto Adige poiché nei cartelli della rotatoria viene ricordato di farlo.
Qualcuno avrà mai multato i romani per non aver azionato tali indicatori? Cosa si può fare per indurre il romano indisciplinato ad azionare le frecce? Una bella (ma cafona) strombazzata a chi non le usa e magari ci taglia la strada?
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